Sweet Party

Devotion
2009
Metal, Rock

“Sweet Party”, il cui termine di paragone più immediato è rappresentato, oltre che da Chinaski&co., dai Deftones di “Around The Fur” e “White Pony”. Guai però a pensare di trovarsi di fronte ad una band dedita ad un’anacronastica rivisitazione di sonorità ormai desuete o all’ennesimo clone fuori tempo massimo dei Linkin Park, dato che tra i solchi del primo sigillo del combo veneto c’è molto, molto di più. Forti di una produzione spacca timpani (ottenuta tra Vicenza e Los Angeles) e di una varietà compositiva ignota alla gran parte delle band crossover attuali, i nostri hanno dato vita ad un sound ritmicamente irruente – si sentano in proposito l’opener “Calendula” o il primo singolo “Paper Boy” – ma che al contempo non rinuncia alla personalità, come ben testimoniato dagli episodi più sperimentali che affollano la parte centrale dell’album (“Last Coffee Motel”, “Bubbles” e “Paint(t)”). Un buon esordio questo “Sweet Party”, capace di concentrare in poco meno di mezz’ora il meglio che la scena nu-metal del terzo millennio ha da offrire”